Valeria Cavalli è nel cast del mediometraggio “Le cose che amiamo di Ale”, che verrà presentato al Teatro Manzoni di Milano.

Valeria Cavalli è nel cast del mediometraggio “Le cose che amiamo di Ale”, che verrà presentato al Teatro Manzoni di Milano.

Settembre 29, 2023 Off Di Giorgia Fabiani

Valeria Cavalli è nel cast del mediometraggio “Le cose che amiamo di Ale”, lavoro realizzato a scopo divulgativo che verrà presentato, in anteprima assoluta, venerdì 29 settembre 2023, alle 20.30, al Teatro Manzoni di Milano.
Entrando nello specifico, la talentuosa attrice interpreta Cristina Motta, la madre di Alessandro Cevenini, un ragazzo di 24 anni morto di leucemia che durante la malattia, nonostante fosse estremamente debilitato, ha impiegato tutte le sue forze per creare la ONLUS “Beat Leukemia” per spiegare ai i malati e alle famiglie, con linguaggio non scientifico, le malattie del sangue, le cure e indicando i centri nel mondo a cui rivolgersi.
Ancora oggi, Il sito www.beat-leukemia.org continua infatti nel suo obiettivo di informazione, condivisione e ricerca. Attualmente tradotto in 18 lingue, diffonde informazioni semplici e comprensibili sui tumori del sangue. Per il momento, Beat Leukemia ha donato oltre 1,300,000€, in strumentazioni mediche, borse di studio a giovani ricercatori in tutta Europa per lo studio sulla Leucemia ed eventi per la sensibilizzazione sui tumori dei sangue.
Per interpretare Alessandro Cevenini è stato scelto Francesco Riva. Alessandro Colombo, è invece Michele, il fratello di Ale, mentre Arturo Di Tullio ha prestato il suo volto a Maurizio, il padre del ragazzo. Matteo Caremoli dà al Dottor Marchi, che ha curato Cevenini e che collabora con Beat Leukemia, mentre Ortensia Fioravanti è Carlotta, una carissima amica di Ale. Gaia Poli impersona Silvia. Infine, Elena Cascina ha il ruolo di Giorgia.
Lo scopo del cortometraggio è non solo quello di raccontare una storia di positività e orgoglio italiano, ma anche aiutare a diffondere informazione sulla lotta contro la leucemia. La regia è a cura di Thomas Kadman, mentre la produzione è affidata, oltre che alla Onlus, a Dry Blue Films e da Overclock Crew.