Francia, smascherato l’accordo fatto da Macron a favore dei gestori autostradali contro gli interessi dei francesi

Francia, smascherato l’accordo fatto da Macron a favore dei gestori autostradali contro gli interessi dei francesi

Francia, smascherato l’accordo fatto da Macron a favore dei gestori autostradali contro gli interessi dei francesi

Nel 2015 si firmò in Francia un accordo tra gestori autostradali e governo francese. L’accordo fu firmato da Macron, allora Ministro dell’Economia.
L’accordo, fortemente favorevole alle società concessionarie e profondamente avverso agli interessi degli automobilisti francesi, era stato reso segreto e solo in seguito alle battaglie in tribunale di un attivista, Raymond Avrillier, è stato reso noto al pubblico grazie a una sentenza del consiglio di stato del 18 marzo scorso.

Per parecchio tempo non è stato possibile sapere il contenuto dell’accordo, in quanto, come detto prima, era stato secretato.

Dall’Aprile 2015, per ben due volte, un senatore centrista, Hervé Maurey, membro della Commissione Sviluppo Sostenibile e Infrastrutture, ha richiesto che gli fossero trasmessi i documenti, ma il Primo Ministro, all’epoca Manuel Valls, rifiutò. A quel punto, il militante ecologista Raymond Avrillier si lanciò in una battaglia legale per ottenere la pubblicazione dell’accordo. Per prima cosa si rivolse alla Commissione di Accesso agli Atti Amministrativi, senza ottenere risultati, e poi, successivamente, al Tribunale Amministrativo, che gli dette ragione nel 2016. Il Ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, contestò la decisione e a sua volta si rivolse al Consiglio di Stato per cercare di far annullare la sentenza del Tribunale Amministrativo. Il 18 Marzo di quest’anno la vicenda termina, il Consiglio di Stato sconfessa Bercy, sede del Ministero dell’Economia, e lo obbliga a rendere pubblico il protocollo segreto. Il testo è adesso pubblico.

“A titolo di obbligo per le societa’ concessionarie, queste si impegnano a finanziare interventi sulla rete per 3.2 miliardi di euro in dieci anni”.

“In cambio di questo impegno, le società concessionarie ottengono anzitutto un allungamento della durata delle concessioni, tramite la firma di una modifica al contratto originale; tutto senza passare per alcuna gara pubblica. Inoltre, c’è una clausola di neutralità fiscale, che obbliga lo stato a rifondere le concessionarie nel caso di aumento delle tasse sui ricavi. Se per esempio lo Stato dovesse aumentare la tassa per la manutenzione del territorio, o le accise demaniali, o qualsiasi altra imposta, sarebbe obbligato a mettere in atto misure di compensazione tali da rendere gli aumenti completamente indolori per le società concessionarie (per esempio concedendo aumenti dei pedaggi, o ulteriori allungamenti nella durata delle concessioni stesse)”.

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