Draghi se la Prende con il Governo Conte

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La gran parte delle famiglie italiane qualche decina di anni fa formavano la cosiddetta classe media con una qualità della vita tutto sommato accettabile.

Ma oggi quel tenore di vita fa parte dei ricordi. Rispetto a quello di 2/3 decadi la regressione è evidente. Quel tenore di vita è stato talmente compromesso fino a far diventare la situazione economico-sociale della classe media italiana come quella che un tempo sarebbe stata definita propria della classe proletaria.

Con una differenza fondamentale: oggi non ha più né prole, né salario sicuro. Non può fare figli, perché vive la precarietà di una endemica insicurezza, economica ed esistenziale. Non ha casa, perché non ha la possibilità di acquistarla e quindi vive come se fosse accampata. Anche prendere una casa in affitto provoca non poche difficoltà, per cui vanno di moda in ogni angolo d’Italia i monolocali, veri e propri buchi in cui a mala pena ci si muove.

Questa informe massa sociale non può più essere definita con le categorie sociologiche del secolo scorso. Al riguardo mi sembra opportuno segnalarvi quest’articolo dell’economista Paul Krugman su Il Sole 24 Ore che, sebbene si riferisca al contesto sociale americano, lo trovo significativamente appropriato anche a quello italiano.

Bisognerebbe inventare un neologismo per definire la classe media di oggi. La si potrebbe chiamare la classe precaria nullatenente. A latere di questa vive la classe precaria nullafacente, quella dei giovani disoccupati o sottoccupati, che non hanno neanche ‘il privilegio’ di avere un lavoro precario. Quest’ultima sopravvive malamente grazie a quel po’ di welfare che di proprio creano le famiglie, quando l’istituto familiare riesce a stare in piedi. La crisi economica ed esistenziale sta sferrando colpi durissimi che rendono difficile la sopravvivenza di quest’ultimo baluardo solidaristico a difesa dei più deboli.

Il disastro sociale, lo sfascio di garanzie considerate un tempo inalienabili, provocate da politiche economiche insensate e autodistruttive è esperienza concreta di milioni di famiglie. Esse si attendevano il progresso, ma per loro è arrivato un irrimediabile – per ora – deterioramento della loro vita. L’impoverimento ha costretto a modificare completamente il loro stile di vita.

Ieri La Stampa – giornale degli Agnelli che fa parte del Gruppo Gedi di De Benedetti, di cui gli stessi Agnelli sono soci – titolava: ‘E’ in mano agli investitori stranieri oltre la metà delle imprese quotate’ alla Borsa Italiana. Silenzi e Falsità

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