Riscaldamento globale, rapporto Ipcc: “Se non freniamo aumento temperature, ancora più tempeste, alluvioni e siccità”

Riscaldamento globale, rapporto Ipcc: “Se non freniamo aumento temperature, ancora più tempeste, alluvioni e siccità”

Riscaldamento globale, rapporto Ipcc: “Se non freniamo aumento temperature, ancora più tempeste, alluvioni e siccità”

Nelle quattrocento pagine del documento si legge cosa accadrà se l’aumento delle temperature dovesse superare 1,5°C. Lo studio arriva alla vigilia della riunione dei ministri europei dell’ambiente a Bruxelles, chiamati ad adottare la posizione europea per la prossima conferenza sul clima di Katowice.

Quattrocento pagine per spiegare cosa accadrà se il riscaldamento globale dovesse superare 1,5°C. In estrema sintesi: sarebbe un disastro da evitare a tutti i costi. Secondo il rapporto Global Warming presentato oggi al summit di Incheon-Songdo, in Corea del Sud, dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), la superficie terrestre si è riscaldata di un grado, abbastanza per provocare un’escalation di tempestealluvioni e siccità mortali. Andando di questo passo si prevede un ulteriore aumento di tre, quattro gradi. Secondo lo studio, il primo in cinque anni sul cambiamento climatico, se si dovesse continuare a emettere la stessa quantità di CO2, l’aumento di temperatura del pianeta supererà il grado e mezzo già nel 2030. Ma quella soglia non deve essere superata. Sono quattro i percorsi possibili tracciati nello studio per riuscire nell’impresa.

Il rapporto, commissionato e approvato dai governi che nel 2015 avevano firmato l’Accordo di Parigi, arriva proprio alla vigilia della riunione dei ministri europei dell’ambiente, domani a Bruxelles, chiamati ad adottare la posizione europea per la prossima Conferenza sul clima (COP24) di Katowice, in programma a dicembre e nell’ambito della quale i governi rivedranno l’Accordo di Parigi per affrontare i cambiamenti climatici. Lo studio non potrà che essere un punto di riferimento per la stessa Conferenza, perché entra nel vivo delle difficoltà di raggiungere l’obiettivo, vista l’inadeguatezza delle politiche messe in campo finora.

Lo scenario descritto nel rapporto
Il dossier è frutto di due anni di lavoro di 91 ricercatori, provenienti da 44 Paesi, che hanno esaminato 6mila studi in materia e valutato 42mila recensioni di colleghi e governi. Secondo gli esperti dell’Ipcc, le conseguenze del riscaldamento di un grado della superficie terrestre sono già sotto gli occhi di tutti: tra gli altri cambiamenti, condizioni meteorologiche estreme, innalzamento del livello del mare e diminuzione del ghiaccio marino artico. Tuttavia è ancora possibile limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5 gradi Celsius, ma occorrono “cambiamenti rapidi, di ampia portata e senza precedenti”. Il report mostra come le emissioni globali debbano diminuire di circa il 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010, per poi essere totalmente azzerate al massimo entro il 2050. Questo significa che eventuali emissioni residue dovranno essere compensate rimuovendo CO2 dall’aria con tecniche la cui efficacia non è dimostrata su larga scala e che potrebbero comportare rischi significativi per lo sviluppo sostenibile. Se si dovesse continuare a emettere CO2 ai ritmi odierni, invece, ci si attende che la temperatura del pianeta superi il grado e mezzo di aumento già tra il 2030 (ossia fra appena 12 anni) e il 2052. Per rimanere sotto la soglia, quindi, servono da subito enormi investimenti, con una spesa annua pari al 2,5 per cento dell’intero prodotto interno lordo mondiale per almeno 20 anni.

 

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