Manovra, Moscovici: “Scarpa? Si ride ma rischio è fascismo”. E Salvini: “No provocazioni. Ma non si cambia”

Manovra, Moscovici: “Scarpa? Si ride ma rischio è fascismo”. E Salvini: “No provocazioni. Ma non si cambia”

Manovra, Moscovici: “Scarpa? Si ride ma rischio è fascismo”. E Salvini: “No provocazioni. Ma non si cambia”

Il giorno dopo il no alla legge di Bilancio da parte dell’Ue, il vicepremier tira dritto e attacca: “Questi quattro burocrati hanno sempre promosso tutto e fatto aumentare il debito. Fare il contrario di Renzi e Monti è un mio dovere”. Sulla scarpa di Coccia sui fogli di Moscovici: “Non si cambia con provocazioni”. E il commissario twitta: “Ci si abitua ad una sorda violenza simbolica e un giorno ci si risveglia con il fascismo”

Da una parte il tentativo di tenere aperta una via di dialogo, dall’altra la tensione che rimane alta tra Bruxelles e Roma. Dopo la bocciatura Ue della manovra, a far discutere è il gesto dell’europarlamentare della Lega Angelo Ciocca che martedì 23 ottobre, al termine della conferenza stampa, ha pestato con una scarpa i fogli del commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici. Un episodio che ha riaperto lo scontro con il commissario europeo, già protagonista di botta e risposta con gli esponenti del governo Lega-M5s: “E’ grottesco”, ha scritto Moscovici su Twitter. “All’inizio si sorride e si banalizza perché è ridicolo, poi ci si abitua a una sorda violenza simbolica e un giorno ci si risveglia con il fascismo. Restiamo vigili. La democrazia è un tesoro fragile”. Questa volta però neppure il leader del Carroccio ha apprezzato il gesto in un momento molto delicato per le trattative sul fronte interno ed esterno: “L’Europa non la cambiamo con le provocazioni”, ha detto a Rtl. Una sconfessione ufficiale dell’intervento del leghista, anche se il vicepremier ha ribadito che il testo “non cambia”: “Bruxelles può mandare anche 12 letterine, da qui fino a Natale”, ha detto, “ma la manovra non cambia”. Perché la bocciatura da parte della Commissione Ue “mi sembra un attacco pregiudiziale“. Di più: “Un attacco all’economia italiana perché qualcuno vuole comprare le nostre aziende sottocosto. Se insistono, mi verrebbe voglia di dare più soldi agli italiani”. I prossimi giorni saranno decisivi e i mediatori sono al lavoro. Intanto dalla Germania arrivano segnali di appoggio alle istituzioni europee. Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha dichiarato: “Noi sosteniamo la Commissione Ue nel suo lavoro, questo è il suo ruolo. Il mantenimento delle regole del patto di stabilità e crescita, solide finanze pubbliche: questi sono importanti presupposti per quello che vogliamo tutti, e cioè un sviluppo positivo e sostenibile dell’economia per i cittadini”.

Coccia dal canto suo ha rivendicato il suo gesto. “È inaccettabile prendere lezioni da Moscovici cioè da un francese”, ha detto intervistato da InBlu Radio, network delle radio cattoliche della Cei. “Mi sarei aspettato una critica puntuale e costruttiva. Ho fatto quello che avrebbero fatto molti italiani. Il messaggio era: ‘chi calpesta le nostre necessità oggi deve fare i conti con un Made in Italy’ che non sta più in silenzio. Non siamo più disposti a subire. Il pensiero che gira qui a Strasburgo è: ‘Vogliono fermare la vostra ricetta economica perché qualora funzionasse diventerebbe una smentita a tutto quello che in questi anni hanno detto dall’Europa, tutti i sacrifici scaricati in modo sbagliato sui nostri Paesi sarebbero ingiusti e infine diventerebbe un precedente dove tutti incamminerebbero il percorso italiano’. Loro hanno realmente paura che questo nuovo approccio di creare sviluppo puntando sulla crescita possa smentire la direzione di marcia di questi ultimi decenni. L’Europa è spaventata che questa ricetta funzioni”.

Nessuna apertura dal leader del Carroccio che ha ribadito che il governo non intende fare passi indietro e modificare la manovra. “Questi quattro burocrati a Bruxelles”, ha detto Salvini sempre a Rtl, “hanno promosso sempre tutte le altre manovre, quelle manovre approvate, applaudite, hanno fatto crescere il debito di 300 miliardi. È mio dovere fare il contrario di quello che hanno fatto Renzi e Monti e non occorre uno scienziato per capirlo”. Anche perché la bocciatura “mi sembra un attacco pregiudiziale” poiché “la contestazione principale è di non toccare la legge Fornero che è nel programma del 90% dei partiti tranne che del Pd“. “Se insistono a tirare schiaffoni a caso mi verrebbe voglia di dare più soldi agli italiani – ha continuato – Se la gente lavora di più, spende di più e paga le tasse. Bisogna ricordare che in Italia ci sono 5 milioni di poveri. Io voglio rimettere un po’ di soldi nelle tasche degli italiani”. L’obiettivo, ha aggiunto il leader del Carroccio, “è crescere il doppio del previsto”. Poi ha concluso: “Secondo le previsioni con la manovra voluta da Bruxelles saremmo cresciuti dello 0,9%. Ma come lo ripaghi il debito con lo 0,9%?”.

Sul punto la Lega è compatta con il Movimento 5 stelle. “Non ci sarà nessuna revisione”, ha detto la sottosegretaria all’Economia del M5s Laura Castelli. “Quella manovra è ciò che serve. Abbiamo detto la verità sui numeri e non facciamo come i Governi precedenti che sparavano cifre esilaranti per poi ottenere norme catastrofiche. Avete capito dalle dichiarazioni di Conte e di Tria la posizione”, del governo riguardo la manovra.

La notizia della bocciatura della manovra italiana fa discutere in Europa. Le Monde in prima pagina ha titolato: “Italia: marameo all’Europa”. “Il numero due del governo italiano – scrive – spera di trasformare questo colpo di forza in un argomento elettorale per le elezioni europee”. Tanto più che “dinanzi a Roma, Bruxelles ha scarso margine di manovra”, sottolinea il giornale. A corredo, anche un editoriale intitolato: “Italia-Ue: divergenza pericolosa”. Per Le Monde oggi “sono in gioco, da una parte, la credibilità della Commissione e la coesione dell’Ue”, dall’altra “si tratta della libertà di un governo democraticamente eletto per tentare soluzioni diverse da quelle dei predecessori”.

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