Definire il caos: oscillatore stocastico nel Forex, /2

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Ecco un secondo post sull’oscillatore stocastico, concetto utilizzato anche nel mercato FOREX.

L’oscillatore stocastico: rischio e profitto, due facce della stessa medaglia

Quando si comincia a studiare un corso per padroneggiare il FOREX il concetto di oscillatore stocastico, prima o poi, si presenta. Ne abbiamo già parlato: l’oscillatore stocastico porta nel FOREX la matematica del calcolo probabilistico, affrontando appunto la probabilità che una situazione di ipercomprato o di ipervenduto continui o si interrompa, dandoci quindi delle indicazioni (ancora: solo probabilistiche) sulle azioni da intraprendere di conseguenza sul mercato.

Le previsioni probabilistiche, però, non garantiscono (per loro stessa definizione non possono!) certezze.

Proprio per questo è opportuno raffinare con studio e corsi, magari online, i propri “skill” prima di gettarsi nella mischia del FOREX, e proprio per questo dai corsi sarà necessario apprendere anche le caratteristiche degli altri indicatori sintomatici del mercato e quali sono le situazioni in cui applicare, a ragion veduta, l’oscillatore stocastico nel corso delle proprie valutazioni.

Questo semplicemente perché la valutazione dei risultati passati non è automaticamente la previsione dei risultati futuri: nessuno ha a disposizione la proverbiale, magica, sfera di vetro.

Un buon metodo per cominciare a prendere le misure, sul campo reale di gioco, a quello che effettivamente accade, anche in termine di analisi di probabilità delle oscillazioni, è utilizzare un software che simula il mercato FOREX.

Ci sono poi una serie di indicazioni molto concrete che devono essere valutate prima di affrontare il mercato vero e proprio. Indicazioni che, se si vuole, rappresenteranno un po’ quella che sarà la, diciamo così, filosofia con cui si va a operare nel mercato FOREX stesso.

Stiamo parlando di parametri quali la decisione sul reinvestimento dei profitti nell’ambito dello stesso mercato FOREX, dell’investimento iniziale con cui approcciarlo, del calcolo delle spese di “mantenimento” dell’account per operare.

Ma, e così chiudiamo il cerchio di considerazioni tornando là dove avevamo iniziato, e citando i guru del mercato finanziario americano:

Trading is risky

Il mercato è rischioso: il mercato finanziario è rischioso di per sé. Affrontarlo nel migliore dei modi, valutando tutti gli elementi a disposizione, è una necessità sulla quale fondare la propria solidità di trader.

 

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri

Massimiliano "Q-ROB" Roveri scrive per, su e di Internet dal 1997. Laureato in filosofia e prestato al mondo IT blogga, condivide (e insegna a bloggare e condividere) tra l'Irlanda e l'Italia.

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