La stampante alimentata a pedali

La stampante alimentata a pedali

La stampa rappresenta senza dubbio una delle invenzioni più importanti nella lunga storia dell’uomo. Tutte le novità apportate nel corso del tempo a questo fondamentale processo l’hanno poi reso un esempio di innovazione tecnologica veramente utile all’umanità per la condivisione delle idee e per la crescita culturale.

Secondo alcuni però, il processo di stampa è ormai divenuto troppo dipendente dall’elettronica, dai software e dall’informatica. Per questo motivo Brian Trevaskiss, un giovane designer grafico molto attento ai problemi legati all’ambiente ed al risparmio energetico, ha ideato, progettato e costruito la prima stampante alimentata a pedali.
Questa stampante, denominata dal suo inventore “PPPP” (cioè Pedal Powered Printing Press), è nata per poter fornire alle persone una alternativa alle comuni tecniche di stampa, mostrando in modo pratico come possano essere utilizzate le fonti di energia alternative per stampare volantini e altre piccole tirature di manifesti o compiere le attività di tutti i giorni.

Questa macchina è la prima nel suo genere ed è stata ispirata anche dai lavori di un altro “inventore” americano, Ed Begley, che alimenta a pedali alcuni degli elettrodomestici presenti a casa sua. Per il suo ideatore ha rappresentato poi una importante sfida tecnologica, visti i risultati, vinta su tutti fronti.

La progettazione e la costruzione della stampante alimentata a pedali hanno richiesto molto impegno da parte di Trevaskiss, anche perché ha cercato di utilizzare il maggior numero di parti possibili provenienti dalle biciclette. Per questo la sua creazione presenta un complesso insieme di meccanismi, ingranaggi, catene e manovelle, che attualmente a livello sperimentale consente la stampa di volantini o manifesti ed altre basse tirature.  Il punto cruciale è stato la trasformazione del moto rotatorio, proprio della pedalata, nel movimento alternativo, fondamentale per far muovere il meccanismo di stampa.

Grazie a tutte le persone (soprattutto amici, ciclisti ed altri designer) che Trevaskiss è riuscito a coinvolgere in questo progetto, con la stampante alimentata a pedali tutte persone possono sperimentare la possibilità di stampare una o più pagine pedalando per un tempo ragionevole, senza stancarsi e senza che il tutto finisca troppo presto.

La stampante alimentata a pedali può così divenire un mezzo molto utile per unire l’esercizio fisico alla produzione ed alla condivisione della conoscenza, rappresentando un vero e proprio antidoto alla frenesia ed alla superficialità della vita moderna. Con questo strumento è poi possibile tornare alle origini del processo di stampa, quando non esistevano computer, cellulari e tablet.

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