Decimo anniversario del CROP

Un’organizzazione internazionale indipendente che ha sempre dato molta importanza alla salvaguardia delle culture per garantire il massimo della sicurezza alimentare in tutto il mondo. Stiamo parlando del CROP (Global Crop Diversity Trust), del quale lo scorso 9 maggio si è festeggiato il decimo anniversario.

L’evento è stato organizzato dall’Ambasciata del Sudafrica, che ha realizzato un seminario apposito nella città di Roma, in concomitanza con un summit sulle tematiche del sudafrica e turismo, per celebrare un’associazione che prosegue nel suo lavoro con il massimo dell’entusiasmo e dell’impegno.

Numerose personalità di spicco hanno partecipato alla cerimonia, tra le quali alcuni diplomatici provenienti dall’Africa e una serie di funzionari che lavorano presso le agenzie ONU che hanno la propria sede nella Capitale. Soddisfatto l’ambasciatore Tambo, che durante il suo discorso ha ricordato l’importanza dell’anno corrente, che chiude un decennio fondamentale per il fondo e per tutte le varie comunità agricole.

Dopo aver sottolineato l’importanza dell’opportunità di fare in modo che tutti i Paesi possano fornire colture ben conservate, Tambo ha ringraziato l’organo direttivo del Trattato Internazionale che si occupa delle Risorse Fitogenetiche dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, così come tutte le nazioni che hanno contribuito all’espansione dell’organizzazione.

La serata è stata anche un’occasione per presentare alcune novità del fondo, come ad esempio la creazione della Svalbard Global Seed Vault, un centro situato nell’isola norvegese di Spitsbergen e nato da un accordo tra il governo della Norvegia, lo stesso CROP e il Nordic Genetic Resource Center.

Lo scopo di questa struttura è quello di evitare la sparizione dal mondo botanico delle sementi, attraverso un sistema accurato per la spedizione di queste ultime e la gestione delle spese annuali. Il CROP, che in italiano viene tradotto come Fondo mondiale per la diversità delle culture, è nato dieci anni fa da un rapporto di collaborazione tra il CGIAR (Gruppo Consultivo sulla Ricerca Internazionale nell’Agricoltura) e la FAO, la nota associazione delle Nazioni Unite che si batte da 69 anni per fronteggiare la fame nel mondo.

L’organizzazione prosegue nella sua opera e possiede tra i suoi donatori principali gli Stati Uniti, la Germania, la Norvegia, il Canada e la Svizzera.

Il progetto è supportato anche da alcuni Paesi un po’ meno sviluppati, come ad esempio l’Etiopia.