Alla scoperta del Museo della stampa di Lodi

Il Museo della stampa e stampa d’arte di Lodi ubicato all’interno dell’ex sede tipografia Lodigraf attiva fino al 1980, fu inaugurato il 7 giugno del 2008, e titolato ad Andrea Schiavi imprenditore e fondatore.

Quest’ultimo nato a Lodi nel 1931 creò nel 1975 l’edizione Lodigraf, chiamate dopo un ventennio Pomerio, che si occupavano di stampe d’arte, di cultura, di geografia e di costume. Oggi l’area espositiva del museo, si estende per circa duemila metri quadrati, e rappresenta una realtà museale importante in materia di macchine e accessori per la stampa e l’editoria. Nelle sue sale espositive è possibile ‘conoscere’ di persona i capostipiti della più moderna tipografia online, sono infatti conservate attrezzature e reperti di litografia e tipografia, serigrafia e calcografia, xilografia, stampa offset e stampa digitale.

Le grandi sale dell’ex tipografia Lodigraf ospitano attrezzature risalenti al 1500, torchi, presse ottocentesche in ghisa, motrici e cassettiere in legno complete di caratteri.

All’interno della sala antichi torchi del museo, è conservato il torchio Columbian in acciaio e ghisa, unico esemplare in Italia creato a Londra nel 1817 dall’americano George Clymer, il torchio stanhope realizzato dalla fabbrica Dell’Orto per l’ incisore e fondatore dei caratteri in piombo Claudio Wilmant attivo a Milano e Lodi, e alcuni torchi Albion.

moderna tipografia onlineNella sala legatoria del museo possiamo seguire le prassi che consentivano di stampare i libri e rilegarli ad arte, difatti sono presenti macchine per tagliare, cucire, piegare, unire fogli di carta stampata e il bancone da legatore appartenente alla rinomata legatoria milanese Torriani attiva dal 1902 al 2005.

Di particolare importanza sono le macchine dattilografiche monotype e lynotipe di cui si può osservare il funzionamento, i macchinari della società Calcografia e Cartevalori di Milano fondata nel 1894, le macchine per la stampa Braille, l’impianto per stampa a rilievo, le macchine tipografiche risalenti al 1500, il bancone e la cassettiera per la lavorazione dei caratteri a piombo, il prototipo del torchio di Gutenberg in scala 1:5, il libro più grande e più piccolo del mondo.

Nella sala della stampa d’arte si trovano una raccolta di pietre litografiche proveniente dalla casa editrice Vallardi realizzate tra il 1860 e il 1930, torchi litografici a stella e macchine per stampe artistiche.