Personalizzare il bagno: come e perché

Volendo scrivere qualcosa riguardo al come personalizzare il bagno, inteso come stanza della casa, ho cominciato a vagare sulla rete, googlare se così si dice, in cerca di ispirazione.

Dalle terme romane ai bagni pubblici del Medioevo, dalle vasche king – size ai microbagni: in rete c’è tutto.

Vanno per la maggiore le vere e proprie stanze da bagno, enormi e candide, (con che cosa vengano riscaldate è un mistero per noi freddolosi), dove casa mia sta ampiamente parcheggiata per intero…

Oppure dei microbagni tipo Samantha Cristoforetti, con il pulsante del dentifricio incassato nel muro, accanto all’interruttore (fare attenzione in caso di rientro a casa sbronzi).

E naturalmente ci sono le tendenze… Ora, io dico, se c’è un posto della casa che è intimo e personale, quello è il bagno. Tra parentesi il Galateo raccomanda di non mostrarlo agli ospiti: oramai avere il bagno in casa in luogo della latrina in cortile non fa più notizia.

Personalizzare il bagno… Davvero!

Dunque, 2 metri quadrati o 25, arrediamolo come più ci piace, perché è lì che passiamo i primi minuti da svegli (a volte anche di più), e magari più tempo la sera, in relax; è lì che siamo i più severi critici di noi stessi, quando ci osserviamo critici rotolini o rughe.

Oppure quando, lontani da figli e coniuge, ripensiamo alla giornata trascorsa e pianifichiamo la successiva.

Mettiamoci dunque quello che più ci piace: piante, libri, filodiffusione, foto dei momenti felici, pareti fluo…

Rendiamolo personale, e quindi originale, comodo e confortevole, un luogo piacevole e intimo dove ritagliarsi una mezz’ora e scrivere un post sui bagni.

In questo modo il piacere del bagno tornerà ad essere, o diventerà, un vero piacere. un piacere personale.

Non c’è bisogno di essere dei super – designr, qualche volta basta avere una buona idea, e magari anche riciclando qualcosa che si possiede già, qualcosa che magari in una stanza non ha il suo “posto giusto”, si possono ottenere combinazioni interessanti.